viaggi > Turchia 2004 

 
 
 
 
10/07 Sabato  Istanbul - Goreme km 763  
Partiamo da Istanbul alle 9, ci attende un lungo trasferimento, voremmo arrivare a Goreme in Cappadocia...(capadokia alla turca..) Usciamo agevolmente dal traffico cittadino seguendo le indicazioni per l' autostrada, fortunatamente su cartelli a sfondo verde come nel resto d'Europa... attraversiamo il lungo Ataturk Bridge il ponte sospeso, che abbiamo ammirato ieri navigando.

Dopo circa 400 km di autostrada siamo nei pressi di Ankara,  capitale del paese, decidiamo di percorrere una strada secondaria, e non la più diretta e trafficata via che passa da  Kirikkale, seguiamo le indicazioni per Adana e 15 km dopo Golbasi  svoltiamo per Bala

Saremo premiati dalla deviazione da splendidi paesaggi, su di una stradina senza traffico, in mezzo ai campi, saliamo di quota, superando trattori e lentissimi camion stracarichi di cereali, è in pieno svolgimento la mietitura, che a queste altezze (1500 m), è in ritardo rispetto al resto del paese. Quì il turismo è lontano, il nostro  passaggio deve essere un avvenimento, tutti ci guardano e salutano amichevolmente...

Nei pressi di Kirsheir il traffico aumenta notevolmente, per fortuna anche le dimensioni della strada...

Siamo indecisi se fermarci per la notte...abbiamo sforato i tempi... veloce consulto.. si prosegue, siamo a Goreme alle 20, il primo assaggio di questa rinomata zona ci si apre davanti scendendo, poco dopo Nevsehir proprio mentre stà tramontando il sole... uno spettacolo.

Ci sistemiamo presso "Backpacker's cave pension"  ... il prezzo è molto basso, le camere graziose, ma avremmo speso volentieri qualcosa in più ed avere una maggiore pulizia... siamo stanchi, e ci accampiamo.

 
 
11/07 Domenica  Goreme km 60  
 

La Cappadocia: è un posto assolutamente fantastico. 

Più propriamente, il  triangolo di una decina di chilometri di lato racchiuso tra Avanos, Urgup e Uchisar è un luogo, unico in cui davvero ci si sente fuori da tutto in una sorta di paese fatato. Violente eruzioni vulcaniche, avvenute tre milioni di anni fa, ricoprirono l’altopiano intorno a Nevsehir di lava, cenere e fango.
Il vento e le piogge, erodendo queste rocce friabili, hanno creato un paesaggio  suggestivo: rocce a forma di coni e camini, di pinnacoli, con colori che variano dal rosso all’oro, dal verde al grigio.

Goreme è un grazioso paese,con decine di abitazioni (ancora utilizzate) ricavate scavando nella roccia soprattutto nella parte alta del villaggio che, pur accresciuto per soddisfare le richieste del turismo, ancora conserva buona parte dell'originario aspetto e fascino.

Partiamo a piedi dalla nostra pensione, e con una comoda passeggiata siamo al  museo all' aperto di Goreme perla della zona, con decine di chiese rupestri  scavate nel tufo  costellate da magnifiche decorazioni e pitture murali in gran parte realizzate dai monaci che vivevano in questi luoghi.

La valle di Zelve è poco distante da Goreme, vediamo pinnacoli erosi dal tempo, alte colonne di tufo che conferiscono alla valle un aspetto quasi fiabesco. Queste colonne prendono il nome di "camini delle fate" poichè la leggenda vuole che i massi tondeggianti sulle sommità siano stati posati da divinità celesti.

Per concludere la giornata, inforchiamo le moto, che scariche dei bagagli ci sembrano galleggiare sull'asfalto, ci concediamo una piacevole gita in questo scenario irreale: rocce scavate, con scale finestre, balconi, pinnacoli, ciuffi di roccia rosa che sembrano creati da un bizzarro pasticcere. Passiamo per piccoli campi coltivati, su strade strette e deserte, i gruppi turistici sono lontani, scopriamo luoghi non "assediati" dalle bancarelle......

 
 
12/07/ Lunedì Goreme  - Bozyazi km 487   
Lasciamo questi posti incantati, dopo aver fatto visita, nei pressi di Avanos, al  caravanserraglio di Sari Hani.
I caravanserragli, costruiti nel XIII secolo, come stazione di sosta delle carovane,  in passato ce n'era uno ogni 30 km di strada circa, vale a dire il percorso che con i cammelli si poteva coprire in un giorno.

Scorgiamo dalla strada gli insediamenti rupestri di Cavusin, scavati in una parete di tufo fino a 100 m d'altezza.


Puntiamo verso il mare.... Vogliamo visitare la parte di costa occidentale, che ci è stata raccomandata da Maurizio, un amico che si è intrattenuto alcuni giorni in questi posti, al ritorno da un viaggio in Iran.

La strada scorrevole taglia l'altipiano anatolico verso sud, nei pressi di Ulukizla incrociamo la strada Konya - Adana, il traffico aumenta a dismisura, guidiamo con prudenza. Fortunatamente dopo pochi km la via diventa autostrada, traffico pesante... discese da mettere a dura prova i freni dei tir sovracarichi... nel tratto finale in una verdeggiante e selvaggia gola rocciosa. 

Il mare ci si staglia davanti improvviso dopo una curva...  Siamo ad Icel  (Mersin il vecchio nome in Turco) grossa città industriale, proseguiamo per la strada costiera, superando cantieri, iniziati e mai completati, rischiamo di cadere arrivando in un tratto di strada in cui stanno posando asfalto turco (strana miscela di ghiaia e catrame). Passiamo per località balneari, dove sono presenti grossi complessi turistici, non è quello che cerchiamo, pertanto proseguiamo... 

La strada lascia il mare.. spostandosi nell'entroterra, superando ed aggirando in un continuo saliscendi di curve, le asperità della costa. Si stà facendo tardi... cerchiamo una sistemazione... ma non vediamo nulla di interessante, forse al prossimo villaggio. Silifke, Tascu, Aydincik.. paese dopo paese... curve, salite e discese, ormai stanchi arriviamo a Bozyazi. Sono le 21, abbiamo fatto tanti km, su bellissime strade, ma a velocità molto ridotta, sotto un sole cocente. Ci arrendiamo davanti all' "Otel Zeysa" una pensione famigliare, semplice ma pulita ed economica, frequentata da giovani Turchi. 

 
 
13/07 Martedì Bozayazi - Side  km 210   
Riprendiamo la strada costiera, che ci regala continui paesaggi da cartolina, a tratti siamo a pochi metri dal mare, entriamo nel bosco, e ne usciamo in un favoloso scorcio, sembra un quadro appena dipinto, e noi siamo sul quadro...

Oggi non vogliamo fare molta strada... scrutiamo alla ricerca di un posto gradevole per fermarci, preferiamo le piccole pensioni, agli enormi albergoni e villaggi, superiamo Alanya simpatica ed animata località.

Transitiamo per paesi dove sono presenti in modo massiccio, grandissime serre nelle quali crescono rigogliose piante cariche di banane.

Arriviamo a Side.

Side è un concentrato dei pregi e dei difetti offerti dalla Turchia: una bella spiaggia, rovine greco-romane sparse per l'abitato, pensioni e ristoranti in gran numero, una bella atmosfera, ma anche orde di turisti (in prevalenza scandinavi e tedeschi) che, specialmente di sera, abbandonano i grandi villaggi turistici, posti alle due estremità del paese,  per invadere le strade del centro storico.

Abbiamo alloggiato ottimamente alla pensione "Sevil" in una zona tranquilla e vicina al mare, a sinistra della strada centrale, girando dopo la piccola moschea. 

 
 
14/07 Mercoledì
15/07 Giovedì
Side  
     
La bella spiaggia di sabbia fine, è raggiungibile in 2 minuti di passeggiata, attraverso le rovine della zona est.  Ci divertiamo a sguazzare nelle onde di questo limpidissimo mare turchese....

Trascorriamo due piacevoli giornate di sole in questo bellissimo paese.

 
 
16/07 Venerdì Side - Oludeniz km  390  
Decidiamo di spostarci verso ovest, anche per avvicinarci lentamente a Cesme (ultima tappa del viaggio).

Superiamo senza fermarci Antalya,  rinomata ed affollata (grazie al vicino aereoporto) località della zona.

Superato un rilievo, ci si apre davanti uno spettacolo: un promontorio di terra che si spinge verso il mare, creando due baie, con un paese al centro, incastonato come una pietra preziosa. 

Siamo a Kas, ci fermiamo per il pranzo, nei pressi dell'evidentemente troppo piccola moschea, che non riesce a contenere tutti i fedeli riuniti per la preghiera del venerdì, pregano infatti rivolti alla mecca, all' esterno...

Kas ci appare come una tranquilla località, dove il turismo non è la principale fonte di reddito, anche se sono presenti diverse strutture ricettive, e parecchi negozi e ristoranti.

La strada scorrevole, ci permette di viaggiare veloci, forse anche troppo.... il radar della polizia è in agguato nascosto nel bosco. Poco dopo siamo fermati dalla pattuglia... siamo in torto: 107 km orari, il limite 70, 180 milioni di lire turche (circa 90 €) la multa che paghiamo.....

Alle 16 siamo arriviamo a Fethye, da quì si stacca la strada che ci porta alla famosissima spiaggia di Oludeniz. La foto di questa spiaggia è presente su tutti i depliant turistici della Turchia. Effettivamente il posto è paesaggisticamente molto bello, una bianca lingua arcuata di sabbia (sassolini), si protrae nel mare aperto, creando una baia di rara bellezza.

Giriamo velocemente per il posto, che ci appare subito, poco turco, ma costruito a misura di turista, bar, ristoranti, negozi e botique si susseguono ininterrottamente.... decidiamo ciononostante di fermarci.....

Visitiamo vari alberghi, molto belli da fuori, non altrettanto possiamo dire delle camere, conviene sempre valutare attentamente prima di fermarsi.

Torniamo indietro fino alla fine del paese, e troviamo un ottima sistemazione all' "Hotel Arlik" abbarbicato alla montagna, con una bellissima vista sul mare. Inizialmente ci era stata proposta una stanza che abbiamo rifiutato, al che il gestore, ha riparato su di un altra, di tutt'altro aspetto, nella parte da poco aggiunta all' albergo..... 

 
 
  <<<<<  avanti >>>>>>  
     
          
     
 
Pagina 1 di 4 turchia index - turchia 1 - turchia 2 - turchia 3 - turchia 4 - fotogallery - itinerario