Partiamo
da Istanbul alle 9, ci attende un lungo trasferimento,
voremmo arrivare a Goreme in Cappadocia...(capadokia
alla turca..) Usciamo
agevolmente dal traffico cittadino seguendo le indicazioni
per l' autostrada, fortunatamente su cartelli a sfondo
verde come nel resto d'Europa... attraversiamo il lungo
Ataturk Bridge il ponte sospeso, che abbiamo ammirato ieri
navigando.
Dopo circa 400 km di
autostrada siamo nei pressi di Ankara,
capitale del paese, decidiamo di percorrere una strada
secondaria, e non la più diretta e trafficata via che
passa da Kirikkale, seguiamo le indicazioni
per Adana e 15 km dopo Golbasi svoltiamo per Bala.
Saremo premiati dalla
deviazione da splendidi paesaggi, su di una stradina senza
traffico, in mezzo ai campi, saliamo di quota, superando
trattori e lentissimi camion stracarichi di cereali, è in
pieno svolgimento la mietitura, che a queste altezze (1500
m), è in ritardo rispetto al resto del paese. Quì il
turismo è lontano, il nostro passaggio deve essere
un avvenimento, tutti ci guardano e salutano
amichevolmente...
Nei pressi di Kirsheir
il traffico aumenta notevolmente, per fortuna anche le
dimensioni della strada...
Siamo indecisi se
fermarci per la notte...abbiamo sforato i tempi... veloce
consulto.. si prosegue, siamo a Goreme alle 20, il
primo assaggio di questa rinomata zona ci si apre davanti
scendendo, poco dopo Nevsehir proprio mentre stà
tramontando il sole... uno spettacolo.
Ci sistemiamo presso
"Backpacker's cave pension" ... il prezzo è molto basso, le
camere graziose, ma avremmo speso volentieri qualcosa in
più ed avere una maggiore pulizia... siamo stanchi, e ci
accampiamo.
11/07
Domenica
Goreme
km 60
La
Cappadocia: è un posto assolutamente fantastico.
Più
propriamente, il triangolo di una decina di
chilometri di lato racchiuso tra Avanos, Urgup e Uchisar
è un luogo, unico in cui davvero ci si sente fuori da
tutto in una sorta di paese fatato. Violente eruzioni
vulcaniche, avvenute tre milioni di anni fa, ricoprirono
l’altopiano intorno a Nevsehir di lava, cenere e fango.
Il vento e le piogge, erodendo queste rocce friabili,
hanno creato un paesaggio suggestivo: rocce a forma
di coni e camini, di pinnacoli, con colori che variano dal
rosso all’oro, dal verde al grigio.
Goreme è un grazioso paese,con decine di abitazioni
(ancora utilizzate) ricavate scavando nella roccia
soprattutto nella parte alta del villaggio che, pur
accresciuto per soddisfare le richieste del turismo,
ancora conserva buona parte dell'originario aspetto e
fascino.
Partiamo a
piedi dalla nostra pensione, e con una comoda passeggiata
siamo al museo all' aperto di Goreme perla della
zona, con decine di chiese rupestri scavate nel tufo
costellate da magnifiche decorazioni e pitture murali in gran parte realizzate dai monaci che vivevano in questi luoghi.
La valle di Zelve è poco distante da Goreme, vediamo pinnacoli erosi dal
tempo, alte colonne di tufo che conferiscono alla valle un aspetto quasi fiabesco. Queste colonne prendono il nome di "camini delle fate" poichè la leggenda vuole che i massi tondeggianti sulle sommità siano stati posati da divinità
celesti.
Per
concludere la giornata, inforchiamo le moto, che scariche
dei bagagli ci sembrano galleggiare sull'asfalto, ci
concediamo una piacevole gita in questo scenario irreale:
rocce scavate, con scale finestre, balconi, pinnacoli,
ciuffi di roccia rosa che sembrano creati da un bizzarro
pasticcere. Passiamo per piccoli campi coltivati, su
strade strette e deserte, i gruppi turistici sono lontani,
scopriamo luoghi non "assediati" dalle
bancarelle......
12/07/
Lunedì
Goreme
- Bozyazi km 487
Lasciamo
questi posti incantati, dopo aver fatto visita, nei pressi di
Avanos, al caravanserraglio di Sari Hani. I
caravanserragli, costruiti nel XIII secolo, come stazione
di sosta delle carovane, in passato ce n'era uno ogni 30 km di strada circa, vale a dire il percorso che con i cammelli si poteva coprire in un giorno.
Scorgiamo dalla strada gli insediamenti rupestri di
Cavusin, scavati in una parete di tufo fino a 100 m d'altezza.
Puntiamo verso il mare.... Vogliamo visitare la parte di costa
occidentale, che ci è stata raccomandata da Maurizio, un amico che si è intrattenuto alcuni giorni in questi posti, al ritorno da un viaggio in
Iran.
La strada scorrevole taglia l'altipiano anatolico verso sud, nei pressi di
Ulukizla incrociamo la strada Konya - Adana, il traffico aumenta a
dismisura, guidiamo con prudenza. Fortunatamente dopo pochi km la via diventa autostrada,
traffico pesante... discese da mettere a dura prova i freni dei tir sovracarichi... nel
tratto finale in una verdeggiante e selvaggia gola rocciosa.
Il mare ci si staglia davanti improvviso dopo una curva...
Siamo ad Icel (Mersin
il vecchio nome in Turco) grossa città industriale,
proseguiamo per la strada costiera, superando cantieri,
iniziati e mai completati, rischiamo di cadere arrivando
in un tratto di strada in cui stanno posando asfalto turco
(strana miscela di ghiaia e catrame). Passiamo per
località balneari, dove sono presenti grossi complessi
turistici, non è quello che cerchiamo, pertanto
proseguiamo...
La strada lascia il mare.. spostandosi
nell'entroterra, superando ed aggirando in un continuo
saliscendi di curve, le asperità della costa. Si
stà facendo tardi... cerchiamo una sistemazione... ma non
vediamo nulla di interessante, forse al prossimo
villaggio. Silifke, Tascu, Aydincik.. paese dopo
paese... curve, salite e discese, ormai stanchi arriviamo
a Bozyazi. Sono le 21, abbiamo fatto tanti km, su
bellissime strade, ma a velocità molto ridotta, sotto un
sole cocente. Ci arrendiamo davanti all' "Otel
Zeysa" una pensione famigliare, semplice ma
pulita ed economica, frequentata da giovani Turchi.
13/07
Martedì
Bozayazi
- Side km 210
Riprendiamo
la strada costiera, che ci regala continui paesaggi da
cartolina, a tratti siamo a pochi metri dal mare, entriamo
nel bosco, e ne usciamo in un favoloso scorcio, sembra un
quadro appena dipinto, e noi siamo sul quadro...
Oggi non vogliamo fare
molta strada... scrutiamo alla ricerca di un posto
gradevole per fermarci, preferiamo le piccole pensioni, agli enormi
albergoni e villaggi, superiamo Alanya simpatica ed
animata località.
Transitiamo per paesi
dove sono presenti in modo massiccio, grandissime serre
nelle quali crescono rigogliose piante cariche di banane.
Arriviamo a Side.
Side è un concentrato dei pregi e dei difetti offerti dalla Turchia: una bella spiaggia, rovine
greco-romane sparse per l'abitato, pensioni e ristoranti in gran numero, una bella atmosfera, ma anche orde di turisti
(in prevalenza scandinavi e tedeschi) che, specialmente di sera, abbandonano i grandi villaggi turistici,
posti alle due estremità del paese, per invadere le strade del centro storico.
Abbiamo alloggiato ottimamente alla pensione "Sevil" in una zona tranquilla e vicina al mare, a sinistra della strada centrale, girando dopo la piccola moschea.
14/07
Mercoledì 15/07
Giovedì
Side
La
bella spiaggia di sabbia fine, è raggiungibile in 2
minuti di passeggiata, attraverso le rovine della zona
est. Ci divertiamo a sguazzare nelle onde di questo
limpidissimo mare turchese....
Trascorriamo
due piacevoli giornate di sole in questo bellissimo paese.
16/07
Venerdì
Side
- Oludeniz km 390
Decidiamo
di spostarci verso ovest, anche per avvicinarci lentamente
a Cesme (ultima tappa del viaggio).
Superiamo senza fermarci Antalya,
rinomata ed affollata (grazie al vicino aereoporto)
località della zona.
Superato un rilievo, ci
si apre davanti uno spettacolo: un promontorio di terra
che si spinge verso il mare, creando due baie, con un
paese al centro, incastonato come una pietra
preziosa.
Siamo a Kas, ci
fermiamo per il pranzo, nei pressi dell'evidentemente
troppo piccola moschea, che non riesce a contenere tutti i
fedeli riuniti per la preghiera del venerdì, pregano
infatti rivolti alla mecca, all' esterno...
Kas ci appare come una
tranquilla località, dove il turismo non è la principale
fonte di reddito, anche se sono presenti diverse strutture
ricettive, e parecchi negozi e ristoranti.
La strada scorrevole, ci
permette di viaggiare veloci, forse anche troppo.... il
radar della polizia è in agguato nascosto nel bosco. Poco
dopo siamo fermati dalla pattuglia... siamo in torto: 107
km orari, il limite 70, 180 milioni di lire turche (circa
90 €) la multa che paghiamo.....
Alle 16 siamo arriviamo a
Fethye, da quì si stacca la strada che ci porta alla famosissima spiaggia di
Oludeniz. La foto di questa spiaggia è presente su tutti i depliant turistici della Turchia. Effettivamente il posto è paesaggisticamente molto bello, una bianca lingua
arcuata di sabbia (sassolini), si protrae nel mare aperto, creando una baia di rara bellezza.
Giriamo velocemente per
il posto, che ci appare subito, poco turco, ma costruito a
misura di turista, bar, ristoranti, negozi e botique si susseguono
ininterrottamente.... decidiamo ciononostante di
fermarci.....
Visitiamo vari alberghi,
molto belli da fuori, non altrettanto possiamo dire delle
camere, conviene sempre valutare attentamente prima di
fermarsi.
Torniamo indietro fino
alla fine del paese, e troviamo un ottima sistemazione
all' "Hotel Arlik" abbarbicato alla montagna,
con una bellissima vista sul mare. Inizialmente ci era
stata proposta una stanza che abbiamo rifiutato, al che il
gestore, ha riparato su di un altra, di tutt'altro
aspetto, nella parte da poco aggiunta all' albergo.....