viaggi > Turchia 2004 

 
 
 
 
04/07 Domenica  Cavalese -Slavonsky Brod - km 680  
frontiera Slovenia / Croazia
Garten pension 
Finiti i preparativi, caricati i bagagli sulla moto, abbiamo in più rispetto agli scorsi anni la borsa da serbatoio, che ci permette di partire avanzando dello spazio.

Partiamo alle otto, verso Ponte nelle AlpiBelluno, luogo dell' appuntamento con i nostri compagni di viaggio, che partono da Trento, passiamo per il passo S. Pellegrino (fà freddo :8 gradi ).

Puntuali come gli svizzeri... riapartiamo verso Trieste, passiamo la frontiera Slovena, Zagabria, frontiera Croata,  in autostrada, poco traffico, alle 17 siamo a Slavonski Brod, la meta di oggi. Pernottiamo alla "Garten Pension" , poco distante dal casello.

 
 
 
05/07 Lunedì Slavonsky Brod - Sofia Bulgaria km 606  
sosta in Serbia
Paese di Rila
segnali in cirillico
Rientriamo in autostrada, dopo un centinaio di km siamo alla frontiera per entrare in Serbia, ci aspettavamo controlli, e lunghe attese.. fortunatamente, passiamo in una decina di minuti.

Altri 100 km e siamo a Belgrado, la strada passa vicino alla città, il traffico è intenso.

Ci fermiamo per la pausa pranzo in un "autogrill" Serbo, assomigliante più ad un area di sosta per le carovane: ristorante all'aperto, banchetti con frutta e verdura, negozzietti, ma con distributore di carburanti ultra moderno.

Riprendiamo la marcia, e dopo pochi km, facciamo conoscenza con la Polis Serba, viaggiavamo fortunatamente piano... ci controllano attentamente  le moto, i documenti, ci segnalano un irregolarità sulla patente di Nicola, (non è riportata la sigla A per la guida della moto, ma solo B). La situazione sembra critica.. commissariato, migliaia di dinari di multa, sequesrto del mezzo, rientro coatto in treno...... Dopo mezzora di trattative, disposti ad offrire una "mancia", il polizziotto cambia idea... e ci congeda augurandoci buon viaggio.. ancora oggi non riusciamo a capirne il senso...

Il paesaggio è meraviglioso, ci scorrono davanti centinaia di km di campi con granoturco e girasoli, un arcobaleno di colori e splendidi paesaggi.

Lasciamo la Serbia per entrare in Bulgaria, anche in questo caso passiamo senza problemi ed in poco tempo, circa mezzora per i vari controlli dei documenti ecc..

Alle 20 siamo a Sofia, troviamo un ottima sistemazione all' hotel Amphora, sulla strada che porta al monastero di Rila, tappa di domani. 

 
   
06/07/ martedì Sofia- Rila - Plovdiv Bulgaria km 395  
Monastero Rila
Monastero Rila
Strada Serba
Partiamo con calma alle 10, siamo sulla  strada  che unisce la Bulgaria alla Grecia, da Sofia a Salonicco. Attraversiamo zone industriali abbandonate, segno evidente della caduta del sistema socialista, le strade sono percorse da carretti tirati da asini e capre che vanno verso i pascoli.

Giungiamo al bivio per il monastero, entriamo nel  pittoresco paese di Rila con case in pietra ornate da balconi e verande di legno. La strada si stringe, e comincia a salire gradualmente,  un vero  piacere, dopo tanta autostrada, piegare, acellerare, scalare....

Il monastero si staglia con sorpresa davanti a noi, dopo l'ennesima curva... L'impatto è forte, immersi nel verde, siamo in una valle che scende dai monti Rodotopi, con cime che raggiungono anche i 3000m. Il complesso si presenta come una fortezza... Posteggiamo le moto, varchiamo il primo portale, ed entriamo...  un ampio cortile circondato da quattro ali di 3 e 4 piani, che comprendono 300 celle di monaci, al centro la Chiesa con splendidi affreschi e sculture in legno, dedicata alla Natività della Vergine e la torre dell'orlogio. Il contrasto tra il bianco dell'intonaco e i colori rosso, ocra e nero dei mattoni delle arcate accresce la suggestione del luogo.

 Dall 1961, il complesso è monumento nazionale e l'UNESCO lo ha inserito nell'elenco del patrimonio culturale mondiale.

Pienamente soddisfatti della deviazione fatta per raggiungere questo luogo, ripartiamo, dopo aver mangiato con pochi euro in un ristorante in riva al torrente, poco sotto al monastero.

Non torniamo a Sofia, che sarebbe l'itinerario più breve, ma decidiamo di aggirare il massiccio del Rila. Le indicazioni stradali in  cirillico non ci son di grande aiuto, ci facciammo tradurre i nomi dei paesi che intendiamo attraversare dalla cameriera di un baretto... 

Transitiamo per Doupnitsa, Razlog, da quì, la strada si inerpica verso un altipiano a quota1800 metri, passiamo per piccoli paesi agricoli, i locali tentano di vendere i piccoli frutti di bosco lungo la strada.. siamo circondati dagli abeti, sembra di essere a casa..vediamo i primi minareti, accanto a minuscole moschee... Scendiamo verso  Velingrad in una stretta valle scavata nella roccia, fino al fondovalle, dove costeggiando l'autostrada, raggiungiamo la città di Plovdiv, pernottando all hotel Rodopi.

 

 
 
07/07 Mercoledì Plovdiv - Istanbul km 440  
Moschea Blù
vista dal Bosforo
Oggi trasferimento ad Istanbul. Percorriamo velocemente i 150 km fino al confine Bulgaro-Turco, impieghiamo circa un ora per espletare le formalità d'ingresso in Turchia, aquisto del visto, annotazione della moto sul passaporto...... i doganieri Turchi sono cordiali, e regalano banane alle nostre ragazze....

L' auostrada inizia appena dopo il confine e ci porta dopo altri 250 km alle porte di Istanbul. Siamo costretti ad uscire e rientrare in autostrada per fare il pieno di benzina, non esiste nessun distributore per l'intera lunghezza (240 km) dell'autostrada!!  Guida e piantina della città alla mano arriviamo nei pressi del hotel che abbiamo visto in internet da casa, a Sultanahmet.

Siamo incantati dalla magica atmosfera di Istanbul, dove oriente e occidente si fondono in un miscuglio di stili architettonici. Giunti alla sommità della città vecchia rimaniamo senza parole davanti all’imponente sagoma della Moschea Blu, con i minareti e le cupole di chiara impronta ottomana. Poco distante si scorge la moschea di Santa Sofia, caratterizzata da una struttura estremamente ardita. L’impatto visivo è grandioso.

Dopo infruttuosi giri , e scoraggiati dal traffico caotico, decidiamo di farci guidare verso l' albergo da un taxista.... da soli ci sarmmo arrivati con molta difficoltà.....

Posteggiamo le moto davanti all Hotel Askin, proprio come ci avevano promesso con una email un mese fà.... Abbiamo scelto bene, siamo a due passi dalle attrattive, le moto possono riposare....

Ceniamo al Kirevi un ottimo ristorante, con 10 € a testa, poco lontano dalla via principale, e dalle moschee.

 
   
08/07 Giovedì Istanbul    
La moschea dalla terrazza dell' hotel
Minareto moschea blù
Gran Bazar
La colazione in terrazza con vista sulla moschea Blù, è una piacevole sorpresa...

Facciamo visita al Consolato Generale d'Italia, per farci tradurre in Turco, il documento della motorizzazione italiana, ricevuto ieri via fax, che attesta la validità della patente di Nicola. 

Risolviamo velocemente le noie burocratiche, visitiamo la Basilica Cisterna. Costruita in epoca Romana, fungeva da serbatoio per l’acqua (80.000 metri cubi), in grado di garantire l’approvvigionamento idrico alla città fin dai tempi di Giustiniano. Quasi invisibile dall'esterno, ci sorprende entrando per la grandezza, colonne immerse nell'acqua ed atmosfera magica data dall'illminazione artificiale.

Nel pomeriggio siamo alle imponenti moschee:
Ayasofya (Santa Sofia) Costruita tra il 532 e il 537 sotto il regno di Giustiniano, questa basilica divenne il simbolo dell’età d’oro dell’Impero Bizantino. Nel 1453, con la conquista ottomana, il sultano Maometto II la convertì immediatamente in moschea. 

Sultan Ahmet Camii (la Moschea Blu),Costruita da Ahmed I tra il 1603 e il 1616, è l’ultima delle grandi moschee imperiali prima del declino del potere dei sultani e, con esso, dell’architettura ottomana.
Entrambe belissime da fuori con gli alti minareti che si stagliano nell'azzurro del cielo, lasciano col fiato sospeso gli interni: grandi spazi, la maestosità delle cupole, le vetrate, i mosaici....

Bei giardini fioriti separano le due moschee, a poche centinaia di metri una di fronte all'altra.

A fianco l'ippodromo oggi una grande piazza, e posteggio dei pulman turistici, un tempo luogo di eventi sportivi e celebrazioni imperiali, e della vita politica. Ammiriamo l' Obelisco di Teodosio, la Colonna dei Serpenti e la fontana di Guglielmo II.

Dalla piazza dell'ippodromo si stacca la via Divanolu, un arteria di traffico nel cuore della città percorsa anche dal tram, sempre piena di vita e di movimento.

Visitiamo il gran Bazar, il più grande mercato coperto del mondo, lunghissime gallerie parallele, collegate con traverse formano un intricato labirinto di negozzi di ogni tipo, dalle gioiellerie ai laboratori di sartoria, 
passando, per gli immancabili tappeti. Percorriamo stradine coperte di volte dipinte da cui traboccano mercanzie, una più esotica dell'altra.

 
   
09/07 Venerdì Istanbul    
Palazzo Topkapi
Palazzo Topkapi

Proseguiamo alla scoperta delle meraviglie di Istanbul, raggiungiamo il palazzo di Topkapi in pochi minuti di passeggiata, valichiamo passando per il grande portale, il muro di cinta che circonda il palazzo, e ci rendiamo conto della grandezza di questo luogo, giardini immensi, costruzioni di vario genere, terrazze, pagode....visitiamo l'harem del sultano, e molte delle sale che costituiscono il Topkapi, che conserva i tesori degli zar. La visita ci impegna per diverse ore...

Nel pomeriggio scorazziamo in battello sul bosforo, passando in pochi minuti dall'Europa all'Asia.. 

Rientrando verso l'Hotel, visitiamo il mercato delle spezie, siamo colpiti dagli aromi, profumi e colori della merce in vendita in moltitudini di bancarelle, assaggiamo dolcetti di varie forme e gusti, annusiamo erbe e spezie, alcune a noi sconosciute. Tutti i mercanti, ci invitano a visitare i loro negozi ed assaggiare qualcosa.... usciamo inebriati dal miscuglio di sapori ed aromi

Istanbul si rivela una metropoli carica di storia e brulicante di vita. Divisa tra Oriente e Occidente, concludiamo la nostra permanenza consapevoli di aver  visto solo una parte del grande patrimonio che la città offre.

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