Finiti
i preparativi, caricati i bagagli sulla moto, abbiamo in
più rispetto agli scorsi anni la borsa da serbatoio, che
ci permette di partire avanzando dello spazio.
Partiamo alle otto, verso
Ponte nelle Alpi, Belluno, luogo dell' appuntamento con i
nostri compagni di viaggio, che partono da Trento, passiamo per il passo S. Pellegrino (fà freddo :8 gradi
).
Puntuali come gli
svizzeri... riapartiamo verso Trieste, passiamo la frontiera
Slovena, Zagabria, frontiera Croata, in autostrada,
poco traffico, alle 17 siamo a Slavonski Brod, la meta di
oggi. Pernottiamo alla "Garten Pension" , poco distante dal
casello.
05/07
Lunedì
Slavonsky
Brod - Sofia Bulgaria km 606
sosta in Serbia
Paese di Rila
segnali in cirillico
Rientriamo
in autostrada, dopo un centinaio di km siamo alla
frontiera per entrare in Serbia, ci aspettavamo controlli,
e lunghe attese.. fortunatamente, passiamo in una decina
di minuti.
Altri 100 km e siamo a Belgrado, la strada passa vicino alla città, il traffico
è intenso.
Ci fermiamo per la pausa
pranzo in un "autogrill" Serbo, assomigliante più
ad un area di sosta per le carovane: ristorante
all'aperto, banchetti con frutta e verdura, negozzietti,
ma con distributore di carburanti ultra moderno.
Riprendiamo la marcia, e
dopo pochi km, facciamo conoscenza con la Polis Serba,
viaggiavamo fortunatamente piano... ci controllano
attentamente le moto, i documenti, ci segnalano un
irregolarità sulla patente di Nicola, (non è riportata
la sigla A per la guida della moto, ma solo B). La
situazione sembra critica.. commissariato, migliaia di
dinari di multa, sequesrto del mezzo, rientro coatto in
treno...... Dopo mezzora di trattative, disposti ad offrire
una "mancia", il polizziotto cambia idea... e
ci congeda augurandoci buon viaggio.. ancora oggi non
riusciamo a capirne il senso...
Il paesaggio è
meraviglioso, ci scorrono davanti centinaia di km di
campi con granoturco e girasoli, un arcobaleno di colori e
splendidi paesaggi.
Lasciamo la Serbia per
entrare in Bulgaria, anche in questo caso passiamo senza
problemi ed in poco tempo, circa mezzora per i vari
controlli dei documenti ecc..
Alle 20 siamo a Sofia,
troviamo un ottima sistemazione all' hotel Amphora, sulla
strada che porta al monastero di Rila, tappa di
domani.
06/07/
martedì
Sofia-
Rila - Plovdiv Bulgaria km 395
Monastero
Rila
Monastero
Rila
Strada
Serba
Partiamo
con calma alle 10, siamo sulla strada che
unisce la Bulgaria alla Grecia, da Sofia a Salonicco.
Attraversiamo zone industriali abbandonate, segno evidente
della caduta del sistema socialista, le strade sono percorse da carretti tirati da asini e capre che
vanno verso i pascoli.
Giungiamo al bivio per il
monastero, entriamo nel pittoresco paese di Rila con case in pietra ornate da balconi e verande di
legno. La strada si stringe, e comincia a salire
gradualmente, un vero piacere, dopo tanta
autostrada, piegare, acellerare, scalare....
Il monastero si staglia
con sorpresa davanti a noi, dopo l'ennesima curva... L'impatto è forte, immersi nel verde, siamo in
una valle che scende dai monti Rodotopi, con cime che raggiungono anche i
3000m. Il complesso si presenta come una fortezza...
Posteggiamo le moto, varchiamo il primo portale, ed entriamo...
un ampio cortile circondato da quattro ali di 3 e 4 piani, che comprendono 300 celle di monaci, al centro la
Chiesa con splendidi affreschi e sculture in legno, dedicata alla Natività della Vergine e la torre dell'orlogio. Il contrasto tra il bianco dell'intonaco e i colori rosso, ocra e nero dei mattoni delle arcate accresce la suggestione del luogo.
Dall 1961, il complesso è monumento nazionale e l'UNESCO lo ha inserito nell'elenco del patrimonio culturale mondiale.
Pienamente soddisfatti
della deviazione fatta per raggiungere questo luogo,
ripartiamo, dopo aver mangiato con pochi euro in un
ristorante in riva al torrente, poco sotto al monastero.
Non torniamo a Sofia, che
sarebbe l'itinerario più breve, ma decidiamo di aggirare
il massiccio del Rila. Le indicazioni stradali
in cirillico non ci son di grande aiuto, ci
facciammo tradurre i nomi dei paesi che intendiamo
attraversare dalla cameriera di un baretto...
Transitiamo per Doupnitsa, Razlog,
da quì, la strada si inerpica verso un altipiano a
quota1800 metri, passiamo per piccoli paesi agricoli, i
locali tentano di vendere i piccoli frutti di bosco lungo
la strada.. siamo circondati dagli abeti, sembra di essere
a casa..vediamo i primi minareti, accanto a minuscole
moschee... Scendiamo verso Velingrad in una
stretta valle scavata nella roccia, fino al fondovalle,
dove costeggiando l'autostrada, raggiungiamo la città di Plovdiv,
pernottando all hotel Rodopi.
07/07
Mercoledì
Plovdiv
- Istanbul km 440
Moschea
Blù
vista
dal Bosforo
Oggi
trasferimento ad Istanbul. Percorriamo velocemente i 150
km fino al confine Bulgaro-Turco, impieghiamo circa un ora
per espletare le formalità d'ingresso in Turchia, aquisto
del visto, annotazione della moto sul passaporto...... i
doganieri Turchi sono cordiali, e regalano banane alle nostre
ragazze....
L' auostrada inizia
appena dopo il confine e ci porta dopo altri 250 km alle
porte di Istanbul. Siamo costretti ad uscire e rientrare
in autostrada per fare il pieno di benzina, non esiste
nessun distributore per l'intera lunghezza (240 km)
dell'autostrada!! Guida e piantina della città alla mano
arriviamo nei pressi del hotel che abbiamo visto in
internet da casa, a Sultanahmet.
Siamo incantati dalla magica atmosfera di Istanbul, dove oriente e occidente si fondono in un miscuglio di stili architettonici. Giunti alla sommità della città vecchia rimaniamo senza parole davanti all’imponente sagoma della
Moschea Blu, con i minareti e le cupole di chiara impronta ottomana. Poco distante si scorge la moschea di Santa Sofia, caratterizzata da una struttura estremamente ardita. L’impatto visivo è grandioso.
Dopo infruttuosi giri ,
e scoraggiati dal traffico caotico, decidiamo di farci
guidare verso l' albergo da un taxista.... da soli ci
sarmmo arrivati con molta difficoltà.....
Posteggiamo le moto
davanti all Hotel Askin, proprio come ci avevano promesso
con una email un mese fà.... Abbiamo scelto bene, siamo a
due passi dalle attrattive, le moto possono riposare....
Ceniamo al Kirevi un
ottimo ristorante, con 10 € a testa, poco lontano dalla
via principale, e dalle moschee.
08/07
Giovedì
Istanbul
La
moschea dalla terrazza dell' hotel
Minareto
moschea blù
Gran
Bazar
La
colazione in terrazza con vista sulla moschea Blù, è una piacevole
sorpresa...
Facciamo visita al Consolato Generale d'Italia, per farci tradurre in Turco, il documento della
motorizzazione italiana, ricevuto ieri via fax, che attesta la validità della patente di Nicola.
Risolviamo velocemente le
noie burocratiche, visitiamo la Basilica Cisterna.
Costruita in epoca Romana, fungeva da serbatoio per
l’acqua (80.000 metri cubi), in grado di garantire l’approvvigionamento idrico alla città fin dai tempi di Giustiniano. Quasi invisibile
dall'esterno, ci sorprende entrando per la grandezza,
colonne immerse nell'acqua ed atmosfera magica data dall'illminazione artificiale.
Nel pomeriggio siamo alle imponenti moschee: Ayasofya (Santa Sofia) Costruita tra il 532 e il 537 sotto il regno di Giustiniano, questa basilica divenne il simbolo dell’età d’oro dell’Impero Bizantino. Nel 1453, con la conquista ottomana, il sultano Maometto II la convertì immediatamente in moschea.
Sultan Ahmet Camii (la Moschea Blu),Costruita da Ahmed I tra il 1603 e il 1616, è l’ultima delle grandi moschee imperiali prima del declino del potere dei sultani e, con esso, dell’architettura ottomana.
Entrambe belissime da fuori con gli alti minareti che si stagliano nell'azzurro del cielo, lasciano col fiato sospeso gli interni: grandi
spazi, la maestosità delle cupole, le vetrate, i mosaici....
Bei giardini fioriti
separano le due moschee, a poche centinaia di metri
una di fronte all'altra.
A fianco l'ippodromo oggi
una grande piazza, e posteggio dei pulman turistici, un
tempo luogo di eventi sportivi e celebrazioni imperiali, e
della vita politica. Ammiriamo l' Obelisco di Teodosio, la
Colonna dei Serpenti e la fontana di Guglielmo II.
Dalla piazza dell'ippodromo si stacca la via Divanolu, un arteria di traffico nel cuore della città percorsa anche dal tram, sempre piena di vita e di movimento.
Visitiamo il gran Bazar, il più grande mercato coperto del mondo, lunghissime gallerie parallele, collegate con traverse formano un intricato labirinto di negozzi di ogni
tipo, dalle gioiellerie ai laboratori di sartoria,
passando, per gli immancabili tappeti. Percorriamo stradine coperte di volte dipinte da cui traboccano mercanzie, una più esotica dell'altra.
09/07
Venerdì
Istanbul
Palazzo
Topkapi
Palazzo
Topkapi
Proseguiamo alla scoperta delle meraviglie di
Istanbul, raggiungiamo il palazzo di Topkapi in pochi minuti di
passeggiata, valichiamo passando per il grande portale, il muro di cinta che circonda il
palazzo, e ci rendiamo conto della grandezza di questo
luogo, giardini immensi, costruzioni di vario genere,
terrazze, pagode....visitiamo l'harem del sultano, e molte delle sale che costituiscono il
Topkapi, che conserva i tesori degli zar. La visita ci impegna per diverse ore...
Nel pomeriggio scorazziamo in battello sul bosforo,
passando in pochi minuti dall'Europa all'Asia..
Rientrando verso
l'Hotel, visitiamo il mercato delle spezie, siamo colpiti dagli aromi, profumi e colori della merce in vendita in moltitudini di
bancarelle, assaggiamo dolcetti di varie forme e
gusti, annusiamo erbe e spezie, alcune a noi sconosciute. Tutti i mercanti, ci invitano a visitare i loro negozi ed assaggiare qualcosa.... usciamo
inebriati dal miscuglio di sapori ed aromi
Istanbul si rivela una metropoli carica di storia e
brulicante di vita. Divisa tra Oriente e Occidente,
concludiamo la nostra permanenza consapevoli di aver
visto solo una parte del grande patrimonio che la città
offre.